Sergio Festi

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 Opere
Opere >> Area ex Stazione Autocorriere
Tipo di intervento: Centro polivalente
Anno di progetto: 2013
Luogo: Piazza ex stazione autocorriere in C.so Rosmini - Rovereto (TN)
 
 
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Prendendo spunto anche dalla ricerca storica sopra descritta, il progetto si muove nell’ottica del riuso dello spazio come rilancio funzionale e rinascita urbana sostenibile. Esaminando  le destinazioni d’uso possibili, si è immediatamente abbandonata  la possibilità di un prevalente  sviluppo dell’area ai fini commerciali, in quanto  tale ipotesi non solo comporterebbe un carico urbanistico intollerabile per la comunità,  con problematicità relative al traffico difficilmente superabili, ma verrebbe anche a svilire un luogo con una storia, una tradizione sedimentata nel tempo, trasformandolo in un “non luogo”, cioè in uno spazio non identitario, relazionale e storico. Assunto fondamentale dell’appalto concorso è infatti la realizzazione di una piazza, cioè di uno spazio dove matura il tessuto cittadino attraverso la condivisione, lo scambio, il confronto che arricchisce vicendevolmente, dove  lo sguardo del singolo contribuisce al divenire di un orizzonte comune. Ci riesce difficile pensare che questo possa avvenire in un luogo dedicato prevalentemente  al commercio, dove il cittadino viene considerato più  come “consumatore” che come persona.

Viene invece prevista la realizzazione di un nuovo edificio polivalente, con destinazioni d’uso diversificate, pragmatico, nel senso che risponde ad esigenze funzionali ed a condizioni altre, esterne, in risposta alle fondamenta teoriche sopra espresse, ma anche, nella nostra speranza, capace di suscitare emozioni.

Si è deciso, non senza titubanze, di abbattere l’ultima porzione dell’edificio originario; questo, sia in risposta alla necessità di una nuova e più funzionale articolazione dello spazio relazionale su via Paoli e tra via Paoli  e  la piazza interna, sia per l’esigenza di prevedere un certo numero di parcheggi nei piani interrati. Il nuovo edificio, che, in maniera alquanto  approssimativa,  potremmo definire ad L, si sviluppa su cinque piani fuori terra, oltre a due interrati, lungo direttrici leggermente sfalsate tra loro ed originate dall’intorno costruito. La parte del fabbricato che si sviluppa lungo via Paoli, con l’arretramento del piano terra rispetto alla stessa via ed, in maniera più accentuata, rispetto a corso Rosmini, permette di ampliare il marciapiede  e di realizzare  un ampio  porticato che relaziona i vari spazi. I tre piani superiori, invece, ricalcano la posizione planimetrica dell’edificio originario, come voluto esperimento - attuato anche con la pavimentazione, di cui parleremo in un capitolo a parte -  di recupero della memoria storica. Questa parte di edificio, infine,  prevede un piano attico che, sul fronte lungo la via, riprende la stessa direttrice del piano terra.  Tale soluzione permette  una vista prospettica  dell’edificio lungo via Paoli ( vedasi rendering allegato)  che, con il progressivo arretramento, “abbassa” l’edificio, uniformandolo alla costruzione prospiciente, e, nel contempo, permette di ricavare ampi spazi terrazzati. Il progetto si completa con la previsione di un’ala che si sviluppa in direzione est-ovest, con destinazione prevalentemente residenziale . Anche in questo caso, al piano terra si sono privilegiati gli spazi di relazione, con la previsione di un’ampia zona  “vuota” e coperta che permette di non frammentare eccessivamente le superfici destinate all’uso pubblico, nonché  di una galleria che raccorda via Paoli con le piazze interne. Attraverso una vista prospettica allegata, si evidenzia come la galleria permetta, a livello architettonico, di raccordare in maniera ottimale il lungo edificio esistente che si sviluppa su due livelli lungo via Paoli con il nuovo fabbricato.

Come si evince da questa sommaria descrizione dell’intervento, il progetto ripercorre, ove possibile e certo non pedissequamente, la planimetria dell’originario edificio settecentesco, che non prevedeva uno sviluppo sul lato corso Rosmini. E tale scelta progettuale, oltre ad una valenza storica, possiede, a nostro modo di vedere, il pregio di non chiudere il Corso rispetto alla piazza e, nel contempo, permette scorci prospettici verso la collina della città che, diversamente, risulterebbero preclusi.

 

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Aspetti funzionali, estetici, costruttivi del progetto di sistemazione della proprietà superficiaria comunale (piazza, viabilità) negli ambiti A, B, C, e del parcheggio interrato

Considerazioni generali

In relazione al progetto di sistemazione della proprietà superficiaria comunale, anche in funzione della variegata conformazione della stessa, si è scelto di  articolare la piazza in una sequenza di spazi e luoghi autonomi, in una successione di slarghi  collegati tra loro da un percorso, ognuno con una propria texture, con una modulazione materica intesa a sottolineare le diverse atmosfere:  camminare, sedersi, riposare, dialogare, esibirsi, ricordare il corso degli eventi.

Rammentare la storia , appunto, opporsi al tempo, “vorace divoratore di memorie”: una pavimentazione in pietra rosa del trentino recupera la memoria , rimarcando il sedime dell’originario edificio settecentesco, evidenziandolo sia all’interno che all’esterno degli spazi costruiti.

La Piazza principale

Aperta su corso Rosmini e delimitata dal nuovo volume edificato, con planimetria ad “L”, e dal muro di confine con l'area delle Poste. Un'area attrezzata con fitte alberature e ampie panchine con fruizione diversificata, seduta o semi sdraiata, fa da filtro e protezione dal traffico automobilistico. E' comodamente attraversabile sia dai flussi pedonali che ciclistici con  accessi da almeno cinque direzioni diverse.

Si identifica sia come luogo per manifestazioni di ampio respiro sia per  una fruizione più quotidiana come spazio provvisto di più zone di riposo, opportunamente ombreggiate, da una fontana-roggia che rimanda a situazioni già presenti nella città, dalla prevista presenza di uno spazio commerciale da destinare a bar-ristorante e da un sistema multimediale di  scambio continuo di informazioni fra Amministrazione Comunale e cittadinanza attraverso le quindici grandi video/bacheche ricavate negli archi del muro di confine ad est.

 A queste ultime, dotate di software specifici per fare scorrere ed alternare le immagini, si vuole dare grande importanza in funzione dei molteplici utilizzi che potrebbero avere.  Potrebbero infatti essere utilizzate come espositori  di  opere d’arte – perché non pensare a bandire un concorso annuale per artisti offrendo loro visibilità pubblica; l’arte uscirebbe dalle stanze elitarie del museo per scendere nella strada, a diretto contatto con la gente comune. – E, altresì, potrebbero rappresentare un momento di contatto tra “le istituzioni” ed i cittadini, dando risalto alle attività del Comune ed alle iniziative pubbliche in genere, alle grandi mostre previste dal Mart , ai principali festival per cui Rovereto è ormai famosa  a livello internazionale.

L'effetto sarà goduto, anche se saranno ben visibili da lontano, dal principale percorso di attraversamento previsto proprio sull'asse adiacente le bacheche.

 Parti consistenti di spazi pubblici saranno anche protetti dalle intemperie essendo coperti dall'edificio in progetto.

Specialmente l'angolo fra Corso Rosmini e via Paoli, con i circa 200 mq liberi, apre uno squarcio visivo sulla piazza di particolare importanza.

La stessa via Paoli, poi, continua con un ampia parte coperta, una sorta di porticato, fino a raggiungere l'ingresso della  galleria di accesso laterale alla piazza. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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